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Tutti a scuola

I videogiochi: quando è troppo.

L'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha incluso per la prima volta i videogiochi nell'elenco dei disturbi che creano dipendenza. Scopriamo che cos'è esattamente il  gaming disorder  e cosa possiamo fare per evitare conseguenze dannose per i nostri figli.

Si tratta di "una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti legati al gioco, sia online che offline, manifestati da un mancato controllo sul gioco, una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto che questo diventa più importante delle attività quotidiane e degli interessi della vita. Una continua escalation del gaming nonostante conseguenze negative personali, familiari, sociali, educazionali, occupazionali o in altre aree importanti".

Ma allora i videogiochi sono effettivamente dannosi?

Come per ogni cosa, dipende dall'uso che se fa. Un moderato utilizzo può avere una funzione pedagogica, contribuire allo sviluppo delle capacità cognitive dei ragazzi e stimolarli all’apprendimento. Spesso però il tempo passato a giocarci aumenta di giorno in giorno, le dinamiche del gioco attraggono sempre di più ed ecco che possono provocare danni, anche molto seri.


Come capire se le cose stanno degenerando?

I ragazzi passano molte ore davanti ai videogiochi, cominciano ad isolarsi, ad immedesimarsi troppo nel gioco, quasi non lo distinguono più dalla realtà; hanno poca concentrazione e scarso rendimento nelle altre attività, assumono atteggiamenti intolleranti e aggressivi, presentano disturbi dell’umore o del sonno.

Attenzione quindi ai tempi e ai modi di questo che spesso è ben altro che un costruttivo passatempo.

E soprattutto abituiamo fin da piccoli i nostri figli a sperimentare situazioni piacevoli diverse, coinvolgiamoli in attività sportive, sociali, all’aria aperta. Dedichiamo loro il nostro tempo migliore e lo dice una mamma che lavora, che quando varca la soglia di casa non ha alcuna voglia di uscire, che ogni giorno ricalibra le ore, gli impegni e le energie per poter stare il più possibile vicino ai bambini e fargli vivere esperienze costruttive, stimolanti, ma anche semplicemente divertenti.
E se ci accorgiamo che stanno superando il limite, ricordiamoci che possiamo anche dire qualche NO!

Chi sono

Appassionata di scrittura, nata per comunicare esperienze pensieri riflessioni, amante delle profondità della vita e dei suoi segreti, coraggiosa ricercatrice di verità anche quando fanno male, disposta a mettere tutta me stessa in quello che faccio, pronta ad emozionarmi sempre.

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