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Incontri

Una milanese a Parigi

Cara Aurora, dopo aver condiviso tutte le gioie e i dolori dell’università, noi bravissime a incasinarci la vita ci siamo perse nel pieno delle avventure di gioventù. Mentre muovevo i primi passi nel mondo dei blog, ti ho ritrovata blogger milanese a Parigi...

riconoscendo quello stile inconfondibile che ricordavo e attratta dalla foto di due splendide gemelline. Ti ho riscoperta affermato avvocato e in dolce attesa!

Non dimenticherò l’emozione di quel giorno d’estate in cui ho risposto al telefono ed eri tu, prima di parlare abbiamo riso come allora, riso tanto!

Una milanese a Parigi, cosa ti ha portato fin lì?

L’amore per quel parigino del mio cuore, che è poi diventato mio marito e papà delle mie tre principesse!

Quanta passione, quanti sacrifici e quanto impegno hai messo nel tuo lavoro, eppure non hai esitato a metterlo in secondo piano per fare la mamma, che consigli daresti alle mamme in carriera?

Urca, domanda difficile: i sacrifici sono stati enormi, ho dovuto rimettermi a studiare mentre lavoravo, per prendere un Master in diritto del lavoro francese, passare un esame per essere avvocato anche qui, imparare a parlare e a scrivere in “giuridichese”, farmi accettare da straniera in un mondo, quello degli avvocati, che è molto legato alla nazionalità.. é stata dura, ma alla fine ce l’ho fatta e sono diventata Partner dello studio internazionale per cui lavoravo. E poi… mi sono resa conto che la carriera non può mai, mai, mai andare a discapito del tempo dedicato ai figli.
Prima credevo al discorso “ é sufficiente un tempo di qualità dedicato ai bambini”, ora non ci credo più.

I bambini hanno bisogno della loro mamma, del tempo di qualità ma anche del tempo in cui la loro mamma é accanto a loro, senza per forza che sia tempo di qualità, semplicemente che passi del tempo con loro. Anche solo stando seduta a guardarli giocare. Le mie bambine sono cambiate, in meglio, da quando passo molto più tempo con loro: sanno che sono io che vado a prenderle a scuola, che se mi chiamano mentre stanno giocando, e io sto facendo altro in casa, io ci sono ed arrivo. E questo non é tempo di qualità. E‘ presenza. Ed é fondamentale per la serenità dei propri figli.

Continuo a fare il mio mestiere ma in maniera diversa: ho lasciato lo studio, gestisco i clienti che voglio e posso gestire, secondo i miei ritmi e da casa. Ovvio, tutto questo non sarebbe possibile se mio marito non avesse avuto la possibilità di mantenere tutta la famiglia. E so che tante mamme non hanno questa fortuna, ed a loro dico: siete fortissime, resistete e siate da esempio ad altre mamme, costrette dalla società a vivere come uomini, ma con mille responsabilità, pesi e sensi di colpa in più. Sono mantenuta e forse questo verrà visto, da altre donne, più femministe di me, come un’offesa. Io la vedo davvero come una fortuna, un regalo che la vita e mio marito mi hanno fatto, di poter scegliere e di poter fare quello che oggi sento come una priorità: occuparmi delle mie figlie e della loro crescita, senza delegarla ad altre persone.

In un paio d’anni hai avuto tre bambine, che impatto ha avuto la tripla maternità nella tua vita?

La mia terza figlia ha cambiato il mio modo di vedere la maternità. Prova ne é il fatto che ho deciso di lasciare la carriera proprio al suo arrivo. Perché ho capito cosa voleva dire avere un rapporto uno a uno con il proprio figlio (cosa che purtroppo non avevo provato con le mie gemelline), ho sentito quel dolore lancinante che si sente quando si lavora e si pensa alla propria neonata a casa con qualcun altro, ho provato quell’attrazione viscerale che si prova per un figlio, quella che ti fa sentire che la pelle ti si strappa se ti staccano da lui. E li’ non ho esitato: sono corsa da lei e dalle mie due più grandi. Perché il tempo passa troppo in fretta e non voglio ritrovarmi con delle figlie grandi senza nemmeno accorgermene.

Tu sei una donna completa a 360 gradi, dinamica e aperta, da cui abbiamo tanto da imparare, ci sveli il tuo segreto?

Sei troppo buona Franci… Mi sento solo di dare un consiglio: seguire sempre, sempre la pancia, quella ti indica la strada. Mai, mai forzarsi a fare quello che non si vuole se c’é una possibilità anche minima di uscita. Non é stato facile per me lasciare lo Studio: vi lascio immaginare quanti problemi ho e avro’ per questa scelta. Ma un varco c’era e l’ho aperto. Seguii la pancia quando lasciai Milano, feci lo stesso quando combattei per avere il mio posto da avvocato in quello Studio, ora la pancia mi ha detto altro ed ancora una volta mi sono lasciata guidare.

Ma una donna così avrà pur qualche difetto… c’è qualcosa che non proprio non ti piace di te?

A volte mi sembra di essere un po' aggressiva, fin da piccola soffro per una situazione familiare molto pesante e questo purtroppo mi fa a volte reagire con rabbia, non tanto per il torto che ho subito in quel preciso momento, ma per quello che il destino mi ha fatto tanto tempo fa, togliendomi, in un certo senso, perché lui c'è ancora, il mio amato papà.

In tre parole tu sei…

Sincera, Volitiva e presto, spero, Francese :)

Ed io non posso che confermare!

Ti ringrazio per questa piacevolissima intervista, ti auguro di poter sempre esprimere la tua vitalità e di ricevere tutto l’amore che meriti. Mi manca solo una cosa… riabbracciarti!

Blog www.unamilaneseaparigi.com

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Chi sono

Appassionata di scrittura, nata per comunicare esperienze pensieri riflessioni, amante delle profondità della vita e dei suoi segreti, coraggiosa ricercatrice di verità anche quando fanno male, disposta a mettere tutta me stessa in quello che faccio, pronta ad emozionarmi sempre.

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