Questo sito utilizza cookie tecnici edi terze parti; proseguendo nella navigazione accetti l'uso dei cookie.
La raccolta di tali informazioni avviene esclusivamente a fini statistici e per monitorare il corretto funzionamento del sito, nessuna finalità commerciale o attività di identificazione dell’utente.

Io RI.ENT.R.O. resta a casa papà

Che ad occuparsi dei figli non siano solo le mamme ma anche i papà è ormai condiviso da molti, ma la realtà del nostro Paese dimostra che nella stragrande maggioranza dei casi resta una prerogativa delle mamme, soprattutto nei primi anni di vita del bambino.
Le motivazioni sono tante e sicuramente vi è anche una scarsa conoscenza delle norme e dei diritti dei genitori.

Di fatto nella maggior parte dei casi sono le mamme a prendersi cura dei figli, perché alcune non lavorano mentre lavorano quasi tutti i papà, perché se lavorano hanno uno stipendio inferiore a quello dell’uomo per cui la maternità facoltativa retribuita al 30% conviene che la prenda la donna e, non da ultimo, perché la nostra cultura, fondata sull’attaccamento mamma-bambino, vede nella madre la persona ideale per accudire il proprio piccolo.
Ma la presenza del papà è fondamentale per la crescita dei figli e, lasciatemelo dire, per il benessere di tutta la famiglia.

Da molti anni la legge consente agli uomini la fruizione del congedo parentale, ma questo istituto è utilizzato ancora pochissimo, meno del 7% dei padri ne usufruisce.

Migliaia di mamme cercano ogni giorno, affannosamente, compromessi per non perdere il lavoro, altre per non trascurare i figli decidono di lasciarlo o ne sono costrette.

E così ci perdiamo tutti:
- le mamme che non ce la fanno a conciliare figli e lavoro
- i papà che si privano e privano i loro figli di un rapporto unico e importantissimo
- i figli che non riescono a vivere in un ambiente sereno, equilibrato e appagante con mamme troppo stanche e papà troppo assenti
- la società su cui si riflettono tutte le insoddisfazioni di uomini e donne infelici.

E’ evidente che le leggi non bastano, occorre un vero cambiamento culturale che consideri la maternità non più un limite ma un valore per l’intera società.
A questi temi così importanti e delicati qualcuno sta pensando e si stanno portando avanti progetti concreti.

Eccone uno recentemente promosso dalla Regione Piemonte:

la Giunta Regionale ha aperto un bando a cui le mamme lavoratrici possono partecipare per ottenere per un contributo una tantum a sostegno del loro rientro lavorativo nel caso in cui il padre fruisca del congedo parentale.  L’iniziativa, finanziata con 500.000 euro di risorse regionali ed europee, si chiama “RI.ENT.R.O.” (Rimanere Entrambi Responsabili e Occupati).

L’Assessora alle Pari Opportunità Monica Cerutti, promotrice dell’iniziativa, ce ne spiega gli scopi:

l’obiettivo che ci siamo posti è quello di incentivare il ritorno al lavoro delle donne in seguito alla nascita di un figlio e, nel contempo, fare in modo che i papà fruiscano maggiormente dei congedi parentali,
al fine di favorire la condivisione delle responsabilità di cura familiare tra i genitori.

Vediamo in concreto di cosa si tratta.

A chi è destinato il bando?
Alle lavoratrici dipendenti del settore privato, alle lavoratrici autonome e alle titolari o socie di micro imprese al termine della fruizione da parte del papà del congedo parentale.
Per i nuclei monoparentali composti dalla sola mamma il contributo verrà riconosciuto a fronte del ritorno al lavoro, al termine del congedo di maternità o parentale.

Qual è l’importo del contributo regionale?
Viene riconosciuto un importo di 400 euro (500 ai nuclei monoparentali), erogato per ogni mese in cui il padre avrà fruito del congedo fino al 12° mese di vita del bambino (18° nel caso di minori con grave disabilità).

Il contributo può essere riconosciuto anche in caso di adozione o affidamento di minori?
Sì, è riconosciuto anche in questo caso.

Per saperne di più clicca qui:  RI.ENT.R.O.

 

Monica CeruttiMonica Cerutti


Iniziative di questo tipo rimettono al centro una delle questioni cruciali della nostra società, la situazione della crisi del lavoro che ci colpisce duramente e le donne sono le prime a farne le spese.
Occorre lavorare su questi temi, lavorare sodo, perché qui si gioca il nostro futuro.

Chi sono

Appassionata di scrittura, nata per comunicare esperienze pensieri riflessioni, amante delle profondità della vita e dei suoi segreti, coraggiosa ricercatrice di verità anche quando fanno male, disposta a mettere tutta me stessa in quello che faccio, pronta ad emozionarmi sempre.

La mia pagina Facebook

Copyright © Mamma sul Lago, 2018

Ricerca