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Second Skilling: ci prepariamo per un nuovo lavoro

Nel mondo del lavoro è nata la Second Skilling che consiste nello sviluppo di nuove capacità e competenze necessarie a trovare una nuova occupazione senza lasciare ancora il vecchio lavoro.
Un'idea interessante, semplice eppure geniale, che è diventata un progetto concreto a Singapore.

Il Governo ha deciso di investire sulla formazione continua dei lavoratori per agevolarli ad adattarsi a realtà lavorative in costante evoluzione, contrastando così la disoccupazione e favorendo lo sviluppo professionale dei lavoratori.
Il concetto alla base di questo progetto è semplice: per imparare non ci si può fermare, bisogna sempre stare in movimento, questo vale per tutte le età e a tutti i livelli.

E' ormai obsoleto il modello di chi fa carriera passo dopo passo nello stesso posto in cui è stato assunto tanti anni prima, il mondo del lavoro non consente più questa rigidità.
Se qualche attività di formazione viene fatta è solo nell'ambito dell'attuale lavoro, è ciò che consente l'azienda, impossibile spingersi più in là.

E allora il Governo di Singapore ha pensato di incentivare concretamente la rieducazione delle persone ad un apprendimento attivo, attuale, costruttivo, che le proietti verso il futuro.

Ecco quindi la possibilità di ampliare i propri orizzonti, di esplorare nuovi campi e - perchè no? - seguire le proprie inclinazioni e passioni per fare un domani il lavoro che davvero ci appaga e ci realizza, senza dover mollare tutto, ma mantenedo, al momento, il proprio posto di lavoro.

La second skilling può nascere dalla necessità di trovare un nuovo lavoro o dalla passione, in ogni caso ti proietta in avanti, permettendoti di sviluppare la tua professionalità, incoraggiandoti, lanciandoti verso un futuro migliore.

Si tratta in fondo di un passo culturale verso la modernità e il riconoscimento che le persone competenti, aggiornate, adeguatamente formate e che amano il loro lavoro fanno la differenza in termini di qualità in tutti i settori lavorativi.

Perchè non proviamo anche noi per un attimo a pensare a che lavoro ci piacerebbe fare, anche se si tratta di un ambito completamente diverso da quello in cui ci troviamo?
Non è un pensiero di ragazzini su cosa faranno da grandi, ma una seria riflessione su quello che davvero potremmo fare per dare il nostro migliore contributo nel mondo.
E se ci siamo laureati in giurisprudenza ma amiamo curare gli animali perchè non cominciamo a studiare veterinaria? Perchè l'impiegato affezionato al posto fisso non può prepararsi a diventare chef?
Perchè continuare a tenere la testa bassa, ingessati in un lavoro senza prospettive, quando ci sono splendidi panorami da scoprire?

Il mare del lavoro si muove:  possiamo stare aggrappati alla nostra barchetta o salpare a gonfie vele verso nuove terre.

Per saperne di più: Articolo TED

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Appassionata di scrittura, nata per comunicare esperienze pensieri riflessioni, amante delle profondità della vita e dei suoi segreti, coraggiosa ricercatrice di verità anche quando fanno male, disposta a mettere tutta me stessa in quello che faccio, pronta ad emozionarmi sempre.

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