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Alla scoperta del mondo

I segreti di Olympia

A chi ha la Grecia nel cuore consiglio una tappa ad Olympia città dell'Elide che conserva tutto lo spirito dell'Antica Grecia.

Ci si arriva soprattutto dal mare, magari con una grande nave da crociera, e con il pullman si raggiunge questo luogo ameno dove il tempo si è fermato ed è possibile entrare in contatto con il mondo greco.

Ci si emoziona subito appena toccato il suolo e lo sguardo si perde tra le rovine in cerca di un segno del tempo che fu.

Risale al 776 a. C. il primo elenco di vincitori:

nascevano così le Olimpiadi.

 

Gare di corsa, lotta libera, pentathlon (salto in lungo, lancio del giavellotto, lancio del disco, corsa, lotta), pugilato, gare equestri, pancrazio, corsa con le armi, salto con l'asta...

Per i vincitori - veniva premiato solo il primo classificato - la gloria, il prestigio e una corona d'alloro!

 Solo successivamente furono introdotti un premio in denaro (500 dracme), ricompense in natura come pasti gratuiti per il resto della vita, attribuiti incarichi di prestigio all'interno della comunità politica e sociale,  proprietà immobiliari o concessa l'esenzione dal pagamento delle imposte.

Ecco lo Stadium dove si svolsero i giochi fino al 393 d. C. quando Teodosio I lì vietò come qualsiasi altro atto di paganesimo.

La pista misurava 212,54 metri in lunghezza e 28,50 metri in larghezza. Ai lati sui prati sedevano gli spettatori, lo stadio poteva contenerne 50.000. A sud si trovava l'esedra, una piattaforma di pietra su cui sedevano i giudici di gara, mentre a nord vi era un altare dedicato a Demetra.

 

 

immaginate..

 

Qui si svolgevano le gare di corsa e questa era la linea di partenza! 

 

 

 

 

Gli atleti gareggiavano

                              sotto la protezione degli Dei dell'Olimpo.

 

 

 

Qui troviamo i resti dell' Heraion, il più antico tempio costruito nel 600 a. C.
in onore della Dea Era, sorella e moglie di Zeus, sovrana dell'Olimpo, dea del matrimonio e della fedeltà coniugale

.

dallo sguardo intenso e regale, gelosissima del marito e vendicativa, sceglieva i suoi guerrieri spedendo loro delle piume di pavone, animale a lei sacro.

 

Ai piedi dell'Heraion si accende ogni anno la fiamma olimpica, con un rito ancora sacro, ponendo una torcia all'interno di uno specchio parabolico concavo, che concentra i raggi del Sole.

 

Poco lontano si trovava il Tempio di Zeus, edificato verso la metà del V sec. a. C. in stile dorico, peccato non poterlo ammirare nel suo splendore..

 

 

Nel museo si trova una sua ricostruzione in miniatura e ne sono conservati alcuni originali meravigliosi ornamenti che decoravano i due frontoni del Tempio.

 

 

 

Qui si trovava la maestosa Statua di Zeus, realizzata in oro e avorio da Fidia nel 430 a. C., una delle sette meraviglie del mondo antico, portata a Costantinopoli dall’imperatore Teodosio II e distrutta in un incendio; un’opera meravigliosa, alta 12,50 metri, che ora possiamo solo immaginare come descritta dalle fonti e dalle ricostruzioni iconografiche

 

questa è l'immagine di una statua romana Zeus Olimpico che si trova a San Pietroburgo

probabile copia dell'originale di Fidia

 

 

Nel Museo si trova anche un'altra bellissima opera classica: la Nike di Peonio di Mende.

 

 

 

Sono andate perdute le ali

ma s'intuisce il suo volo

dall'effetto dell'abito

che aderisce delicatamente al corpo.

 

E se siete arrivati fin qui, godetevi l'opera più bella:

 

l'Hermes di Prassitele con Dioniso fanciullo, una scultura morbida luminosa dolcissima.

  

 

Quanta tenerezza è riuscito ad esprimere l'autore nell'incrocio di sguardi intensi e malinconici...

 

 

 

 

 

 

in quel momento di intesa, di leggerezza, di gioco tra i due...

 

 

solo un attimo prima di volare via.

 

 

 

Chi sono

Scrittrice, nata per comunicare esperienze pensieri riflessioni, amante delle profondità della vita e dei suoi segreti, coraggiosa ricercatrice di verità anche quando fanno male, disposta a mettere tutta me stessa in quello che faccio, pronta ad emozionarmi sempre.

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