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In viaggio con i bambini

Museo della Seta di Como

Cosa c’è di più chic della seta? Se avete un abito, un foulard o le lenzuola di questo materiale lo sapete, non c’è stoffa migliore! Fresca e traspirante, morbidissima e lucente.
I setifici lombardi sono famosi in tutto il mondo e la seta comasca viene commissionata per abiti da sposa di splendide principesse, da illustri stilisti di moda e anche per decorare le sale di lussuosi palazzi, come la sala ovale della Casa Bianca.
Ma sapete come viene prodotto il prezioso filo?

Seguitemi alla scoperta del Museo della Seta di Como dove ne potrete osservare l’intero processo di produzione. Il Museo infatti raccoglie e custodisce le testimonianze della tradizione produttiva tessile comasca, che si è sviluppata a partire dal XVI sec.: macchinari, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dai setifici comaschi.

Ma partirei proprio dai protagonisti, che rendono possibile tutto il processo: i bachi da seta!
Questi insetti che si nutrono di fresche foglie di gelso, dopo aver mangiato e mangiato, costruiscono attorno al proprio corpo un bozzolo formato da un unico lunghissimo filo, che può raggiungere addirittura i 900 mt di lunghezza!

Al termine del laborioso lavoro di tessitura, che dura alcuni giorni, il baco inizia la sua metamorfosi e dopo circa quindici giorni crea un foro nel bozzolo da cui uscirà completamente trasformato in una farfalla color avorio, pronta per accoppiarsi e riprodursi. Non sarà però in grado né di volare né di nutrirsi, per cui la sua vita sarà molto breve.

Per recuperare il filo di seta bisogna intervenire prima che la farfalla buchi il bozzolo, immergendolo in acqua bollente o facendolo seccare in apposite macchine. I bozzoli vengono poi selezionati in base alla dimensione, attraverso un’operazione chiamata cernita.
Individuati quindi i capi e uniti in un mazzetto, ha inizio il lavoro di trattura, i fili vengono tirati e avvolti su un aspo a formare una matassa, che una volta asciutta viene avvolta su un rocchetto destinato al torcitoio.

La torcitura garantisce al filo coesione e ne aumenta la resistenza, rendendolo adatto alla filatura su appositi telai.

I filati poi vengono sottoposti ad un complesso procedimento di tintura e decorazione con diverse tecniche e strumenti che al museo potrete osservare da vicino.

La visita al Museo della Seta di Como è un meraviglioso viaggio nel tempo, nel lavoro operoso dei nostri nonni, nell’ingegno di donne e uomini capaci di creare con le proprie mani qualcosa di unico e prezioso, nell’organizzazione artigianale e industriale che ha reso Como e le città lombarde eccellenze produttive conosciute in tutto il mondo.

Fatelo questo viaggio, portatevi solo la vostra curiosità e il “filo d’oro” vi stupirà!

 

Chi sono

Scrittrice, nata per comunicare esperienze pensieri riflessioni, amante delle profondità della vita e dei suoi segreti, coraggiosa ricercatrice di verità anche quando fanno male, disposta a mettere tutta me stessa in quello che faccio, pronta ad emozionarmi sempre.

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